Visite guidate, le parole di chi ha partecipato: “Vi racconto la mia esperienza grazie a Il Puff”

Il Puff, nella nuova stagione 2018/2019, ha avviato tante nuove iniziative e novità, una delle tante è quella delle visite guidate. La prima visita guidata si è svolta sabato 10 novembre e ha avuto come tema i “Tesori del Gianicolo. Il seicentesco Casino De’ Rossi ed il suo Mitreo”. In attesa della prossima visita di sabato 17 novembre “Trastevere sotterraneo: la basilica di san Crisogono e la sottostante area archeologica”, abbiamo deciso di raccontarvi l’esperienza della visita guidata tramite le parole di chi ha partecipato all’evento. Abbiamo intervistato la signora Adriana Migliorati per carpire sensazioni e farvi fare un’idea di quante bellezze abbiamo sotto i nostri occhi che non vengono approfondite. Troviamo riscontro di quanto detto nella premessa della Sign. Adriana: “In precedenza non ho fatto molte visite guidate, mi ero sempre ripromessa nella vita di farle, ma non ho mai trovato il momento o il modo per contattare qualche fondazione o associazione, che mi potesse dare questa possibilità o fiducia. Ho visitato da sola, abitando ormai anche da sessant’anni a Roma”.

 

Prima di continuare facciamo un excursus di quanto visto: il Casino De’ Rossi sorge in posizione panoramica sulle pendici del Gianicolo e rappresenta un esempio di piccola villa urbana destinata al riposo e agli ozi. Appartenne ad una nota famiglia di stampatori romani del sec. XVII. Ora sede del Collegio Sacerdotale Tiberino, centro ecclesiastico internazionale di carattere universitario. Recenti lavori di restauro hanno rivelato al di sotto delle fondazioni, resti di una villa di età imperiale che ospitava un piccolo tempio domestico, identificato con un Mitreo, luogo di culto dedicato a Mitra, antichissima divintà iranica venerata anche a Roma. Casino de Rossi alla Lungara fu costruito tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo alle falde del Gianicolo; la villa fu proprietà dalla famiglia De Rossi (Giovanni Giacomo e suo figlio Domenico furono celebri incisori tra la metà del Seicento ed i primi decenni del XVIII secolo); oggi è sede del Collegio Sacerdotale Tiberino, convitto universitario per sacerdoti promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce.

Il casino in stile barocco nei primi anni Duemila è stato sottoposto ad un completo restauro che ha consentito il ritrovamento nel sottosuolo di una villa romana di epoca imperiale comprendente un mitreo dalle pareti affrescate realizzato nel III secolo d.C.: nella nicchia di fondo si riconosce l’immagine del dio Mitra con nimbo, in trono con cornucopia e corvo attorniato da Cautes e Cautopates. Intorno al casino si estende il giardino terrazzato su più livelli con vista panoramica sulla città.

Le impressioni di chi ha partecipato sono semplici e chiare: “Sono rimasta incantata per le spiegazioni precise, lucide, sarei rimasta fino al mattino. Mi è piaciuto un po’ tutto, in particolare due cose, la prima è stata la bellissima vista che riuscivamo a vedere grazie alla posizione privilegiata del Casino De’ Rossi situato sulle pendici del Gianicolo”.

La seconda cosa è stata la spiegazione e la scoperta della religione, il Mitraismo, e il luogo di culto o tempio dove veniva svolta, il Mitreo: “Avevo sentito parlare di questa religione, ma non avevo mai approfondito. La parte più bella è stata la visita al tempio, mi ha sorpreso, soprattutto come questa religione veniva gestita”. Il mitraismo si caratterizzava per l’antichissimo culto del dio Mitra che si diffuse largamente nel mondo romano, era di origine orientale (Persia). A Roma fu portato molto probabilmente dai soldati delle legioni romane che prestavano servizio nelle province orientali. Tuttavia questo antico culto così come si diffuse nel mondo romano era assai diverso dal culto orientale. Il mito narra di un giovane nato da una roccia che dopo diverse imprese eroiche, assolse alla sua missione, ossia quella di sacrificare un bellissimo toro bianco dentro una grotta. Questo sacrificio è un ordine che gli viene dal Sole e lui può soltanto obbedire. Una volta ucciso il toro, il suo sangue feconderà la terra e dalla sua coda nascerà un mazzo di spighe di grano. Il tutto rappresenta un atto di creazione.

La scena del sacrificio detta tauroctonia (uccisione del toro) è l’immagine sacra che si trovava all’interno di ogni tempio mitraico (foto).

Il culto diffusosi a Roma era stato trasformato in una religione iniziatica che prevedeva per i suoi adepti una iniziazione e un cammino spirituale attraverso 7 gradi di perfezionamento simboleggiati dalle figure che sono rappresentate nella scena della tauroctonia. 1° Corvo = corvo 2° Nimphus = serpente 3°Miles = scorpione 4° Leone = cane 5°Persiano = Cautopates ossia il giovane con la torcia rivolta in basso 6°Eliodromo = Cautes ossia il giovane con la torcia rivolta verso l’alto 7°Padre = Saturno. Agli adepti si richiedeva rettitudine morale, lealtà, purezza di parole e di azione, abbattimento dell’ego. Un percorso di perfezionamento spirituale che avrebbe elevato la loro anima. Il culto non era esclusivo pertanto gli adepti potevano seguire contemporaneamente altre religioni. Non vi erano ammesse le donne probabilmente perché nato in ambito militare e comunque le prove simboliche per il passaggio di grado erano prettamente maschili. Essendo un culto iniziatico non ci sono giunte testimonianze scritte dirette, poiché gli iniziati potevano rivelare i sacri misteri solo ad altri iniziati. Tuttavia ci sono giunte fonti per lo più da autori cristiani (Tertulliano, san Girolamo) e pagane (Porfirio) che che ci hanno fatto conoscere i nome dei gradi e alcune ritualità come quella al passaggio del grado del Miles (soldato) Per tutto il resto ci si affida alle testimonianze archeologiche di tipo iconografico.

Infine il Mitreo, tanto caro alla nostra intervistatrice, che era solitamente seminterrato ed aveva forma rettangolare:

sui lati brevi era l’ingresso e la nicchia dove era collocata la scena dell’uccisione del toro, mentre sui lati lunghi erano dei banchi in muratura dove trovavano posto gli adepti durante l’agape rituale (banchetto comunitario dove si mangiava la carne del toro sacrificato, pane, e si beveva vino).

Salutiamo e ringraziamo Adriana chiedendo un’ultima cosa, il motivo per cui consiglierebbe di partecipare ad una visita guidata organizzata da Il Puff: “Consiglio di fare una visita guidata per la vera conoscenza di Roma e soprattutto per lo stile all’avanguardia e non monotono della lezione, inoltre andare con ‘Il Puff’ mi ha fatto sentire a casa in un clima di grande serietà professionale. Questi i motivi per cui ho già prenotato la prossima visita guidata”.

Twitter: @giannigallo88 

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